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CATANIA - Un evento dal respiro internazionale. Una giornata dedicata ai Giusti e alle Giuste. Giorno 12 aprile 2018, presso il Palazzo della Cultura, si è tenuta la manifestazione conclusiva de “Il Giardino delle Giuste e dei Giusti”, indetto dalla Fnism - Catania e Toponomastica femminile, giunto quest’anno alla terza edizione. Il progetto è rivolto alle scuole di ogni ordine e grado: lo scopo è quello di valorizzare gli uomini e le donne che hanno dato un contributo alla costruzione di un mondo di Pace, Uguaglianza, Libertà, Fratellanza e Sorellanza.

 “Un Giardino delle Giuste e dei Giusti in ogni scuola” è un progetto ideato e coordinato da Pina Arena, presidente della sezione Catania della Fnism e referente per la didattica dell’associazione nazionale Toponomastica femminile, che in quattro anni ha coinvolto centinaia di studenti dalla Sicilia fino a Parigi. Scopo dell’iniziativa è quello di recuperare e accogliere in particolare la memoria delle Giuste e di dare evidenza al contributo femminile che la storia ha dimenticato, occultato, reso invisibile. Ispirato al Giardino dei Giusti tra le Nazioni creato a Gerusalemme nel 1960, il progetto dà infatti centralità al valore formativo e simbolico degli alberi come portatori di memoria, che vanno piantati, coltivati e fatti crescere come il ricordo delle Giuste e dei Giusti a cui sono intitolati.

Quest’anno il gruppo del progetto di Toponomastica Femminile del “Matteo Raeli”, nell’ambito delle attività legate al nostro Giardino (sito in via Pitagora), ha ospitato l’artista afgana Malina Suliman che ha incontrato le/gli alunne/i coinvolte/i nel progetto, raccontando la sua storia, ovvero cosa vuol dire una vita dietro il velo. Una vera lezione di vita per le nostre e i nostri studenti: l’artista ha messo in discussione, attraverso i segni e i colori, uno dei simboli del fondamentalismo islamico, il burqa, disegnando sui muri di Kandahar scheletri appena abbozzati che lo indossavano.

L’esperienza si è conclusa con la realizzazione di un murales realizzato nel “Giardino delle Giuste e dei Giusti”, che rappresenta una chiave, metà nera e metà rossa, una donna che non è rispettata nella sua identità, che vive la disuguaglianza e l’oppressione. Attraverso il colore, con un linguaggio semplice e chiaro, Malina Suliman lotta per conquistare i diritti negati.

La seconda fase del progetto è stata costituita dall’allestimento del Giardino: per ogni albero è stata progettata e realizzata una targa in legno, sulla quale è stato pirografato il nome della Giusta o del Giusto, i dati anagrafici e l’essenza del messaggio per le nuove generazioni che quell’esistenza rappresenta. Inoltre, in ogni singola targa, sono stati dipinti i due loghi identitari: il Giardino delle Giuste e dei Giusti e Toponomastica femminile.

Anche quest’anno, per la terza annualità, il Matteo Raeli è stato presente, a Catania, alla cerimonia conclusiva. Le nostre ragazze e i nostri ragazzi hanno visto riconosciuto e premiato l’entusiasmo e la passione profusi per la ricerca e la valorizzazione di figure emblematiche, di Giuste e Giusti.

Premiazione

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